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Pioggia e fango in Italia

Eccomi di nuovo a fare il grillo parlante, a sottolineare di nuovo la formidabile fragilità del territorio del paese; nel mese di Ottobre, precisamente il 4, una alluvione ha devastato la zona di Varazze, in Liguria nella zona di Sestri Ponente, abbiamo un video di Filippo Piacentini che , da casa sua, riprende 3,40 minuti di puro terrore: una strada con normali giardini e macchine parcheggiate diventa un torrente in piena. Dopo, rimangono solo massi, fango e macerie. Tutto ciò dovuto ad una intensa pioggia di durata non dissimile ad ogni altra pioggia, ciò che non appare più "normale" è appunto l'intensità delle precipitazioni. Ecco il video.


Oggi,1 Novembre, dove l'alta Toscana incontra i primi rilievi della Liguria, tra le Alpi Apuane e la costa, abbiamo avuto tre morti: un cedimento ha interessato il fianco di una collina normalmente coltivata per "fasce": caratteristici terrazzamenti normalmente controllati da muretti a secco (anche se in questo caso non pareva ve ne fossero); il terreno ha ricevuto una quantità di acqua eccessiva rispetto alla capacità di assorbimento e di scarico, ed ha ceduto di schianto travolgendo una casa ed i suoi abitanti. I vicini hanno riportato che in passato erano stati condotti dei lavori di consolidamento, ma nessuno è in grado di dire se sono serviti, al momento non sembra.

Qualche tempo fa, ho interessato la Presidenza della Repubblica (facendo appello all'alta figura di garanzia della cittadinanza nella persona del Presidente), circa i sistemi a basso costo per il controllo del dissesto che possono essere intrapresi dagli enti locali senza dover indire appalti o promuovere costosi studi di fattibilità. Contro ogni mia aspettativa mi è stata recapitata a casa una lettera, da parte della segreteria, nella quale mi comunicavano che la Protezione Civile era stata interessata alla questione.
Benissimo, credevo che la cosa si fermasse li, e invece no, dopo qualche tempo ricevo una seconda lettera, questa volta da parte della Protezione Civile, che mi comunica quanto segue:(.....) Studi di settore affermano, tuttavia, che ancora non si possiedono conoscenze approfondite in relazione al comportamento della pianta in ambito ecosistemico e che l'applicazione è attualmente in fase di sperimentazione(......)
Pur volendo credere ciecamente a quanto affermato, risulta incomprensibile come, esistendo una specifica organizzazione internazionale che ha sviluppato ed applicato migliaia di volte negli ultimi 25 anni tale sistema, questi non siano minimamente stati interpellati a nessun livello; ed ancora, perché mai non esiste ad oggi alcun tipo di discussione pubblica circa i metodi applicabili per la prevenzione o la mitigazione del disastro?
Cosa ne penseranno oggi gli abitanti di Carrara delle implicazioni ecosistemiche di possibili metodi di prevenzione del dissesto?

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